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	<title>Portale Solidale &#187; Economia</title>
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	<description>Seleziona ed archivia articoli relativi alle ONLUS ed alle iniziative cattoliche e solidali.</description>
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		<title>Nuove prospettive per la tassa sulle transazioni finanziarie: l’Italia apre alla TTF!</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 12:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza etica]]></category>
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		<description><![CDATA[La Campagna ZeroZeroCinque accoglie positivamente le parole pronunciate dal Premier Mario Monti che &#8211; in discontinuità con il precedente Governo &#8211; ha affermato che l’Italia sta riconsiderando “in sede europea una posizione in senso più favorevole alla proposta di tassazioni finanziarie come già Francia e Germania ritengono necessario fare”. Attendiamo fiduciosi che si possano presto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Campagna ZeroZeroCinque accoglie positivamente le parole pronunciate dal Premier Mario Monti che &#8211; in discontinuità con il precedente Governo &#8211; ha affermato che l’Italia sta riconsiderando “<em>in sede europea una posizione in senso più favorevole alla proposta di tassazioni finanziarie come già Francia e Germania ritengono necessario fare</em>”.</p>
<p><span id="more-1814"></span></p>
<p>Attendiamo fiduciosi che si possano presto promuovere azioni concrete per l’introduzione di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF) così come richiesto dalla nostra Campagna che eredita il lavoro già svolto in passato da molte associazioni della società civile italiana che portò al deposito, il 18 Giugno 2002, di una proposta di legge di iniziativa popolare per la Tobin Tax.</p>
<p>La manovra proposta dal nuovo Governo Italiano impone importanti sacrifici per sanare anni di politiche succubi e conniventi con le strategie speculative dei mercati: per questo è ancora più cruciale fermare gli attacchi speculativi che grandi attori finanziari europei e internazionali operano ai danni dei nostri titoli di Stato, della sostenibilità del nostro debito e, in generale, dei mercati.</p>
<p>L’azione di questi soggetti impatta negativamente le risorse da destinare alle politiche sociali e del lavoro, alle tutele ambientali, climatiche e dei beni comuni,alla cooperazione: limitarne il potere è atto di equità e giustizia sempre più necessario, urgente, improcrastinabile.</p>
<p>Crediamo che l’Europa debba agire in fretta per introdurre questa tassa, fattibile anche se implementata nella sola Eurozona, come dimostrano numerosi studi.</p>
<p>Auspichiamo, inoltre, che l’Italia possa, da ora in avanti, partecipare con rinnovato impegno e prese di posizione più incisive al dibattito promosso dal Parlamento e dalla Commissione Europea sulla Tassa sulle Transazioni Finanziarie e su altre misure di regolamentazione finanziaria per frenare la speculazione e generare appunto risorse da destinare allo sviluppo sociale, alla lotta alla povertà, alla tutela dell’ambiente e dei beni comuni, riportando la finanza al servizio del sistema produttivo e della collettività.</p>
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		<title>Ecco la verità sulle agevolazioni  della Chiesa</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 07:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Religioni e Sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[Accuse infondate e scarsa informazione alla base di inutili polemiche che tornano più volte nel corso dell&#8217;anno. Ormai è purtroppo consuetudine che almeno un paio di volte l’anno parta una pressante campagna mediatica contro i presunti privilegi di cui godrebbe la Chiesa cattolica. Le occasioni vengono spesso create ad arte con riferimento ad uno specifico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Accuse infondate e scarsa informazione alla base di inutili polemiche che tornano più volte nel corso dell&#8217;anno.</strong></p>
<p>Ormai è purtroppo consuetudine che almeno un paio di volte l’anno parta una pressante campagna mediatica contro i presunti privilegi di cui godrebbe la Chiesa cattolica. Le occasioni vengono spesso create ad arte con riferimento ad uno specifico aspetto (molto spesso l’esenzione dall’Ici), ma sono poi lo spunto per trattare polemicamente questioni molto diverse tra loro (8 per mille, agevolazioni fiscali, contributi alle attività). In questo modo si fa certo molto clamore, ma sicuramente poca corretta informazione. Cerchiamo quindi di fare chiarezza sul tema delle agevolazioni fiscali, nello specifico l’esenzione dall’Ici e la riduzione dell’Ires.<br />
<span id="more-1723"></span><br />
Prima di esaminare le norme agevolative va però denunziata la duplice scorrettezza che ancora una volta contraddistingue le critiche. Per un verso si insiste ad indicare tra i principali destinatari dei benefici &#8220;il Vaticano&#8221; (che, tra l’altro, essendo uno Stato estero, non è soggetto all’ordinamento tributario italiano), o &#8220;la Conferenza episcopale italiana&#8221; (che è solo uno tra le migliaia di enti ecclesiastici e non certo il più conosciuto, neanche presso i credenti), mentre non vengono quasi mai citati i tanti enti della Chiesa cattolica diffusi sul territorio che i cittadini – compresi molti non praticanti – conoscono e apprezzano (come, ad esempio, le parrocchie). Inoltre si presentano le agevolazioni come se riguardassero solo gli enti ecclesiastici e non anche un’ampia platea di enti appartenenti al mondo dei cosiddetti enti non profit.<br />
Va inoltre segnalato come le stime sugli importi che corrisponderebbero alle agevolazioni siano del tutto prive di dati dimostrativi e sospettosamente alte. Vediamo ora brevemente le agevolazioni in questione.L’esenzione Ici</p>
<p>La norma contestata è quella che esenta gli immobili nei quali gli enti non commerciali svolgono alcune specifiche e definite attività di rilevante valore sociale, cioè quelli «destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’articolo 16, lettera a) della legge 20 maggio 1985. n. 222 [le attività di religione o di culto]» (art. 7, c. 1, lett. i, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504). La norma, quindi, richiede il contestuale verificarsi di due condizioni: gli immobili sono esenti solo se utilizzati da enti non commerciali e se destinati totalmente all’esercizio esclusivo di una o più tra le attività individuate; inoltre, come stabilito dopo le modifiche apportate al testo originario, l’esenzione «si intende applicabile alle attività [...] che non abbiano esclusivamente natura commerciale». (cfr. c. 2-bis dell’art. 7 del D.L.. n. 203/2005, come riformulato dall’art. 39 del D.L. 223/2006).<br />
Partendo dal dato normativo è facile verificare come una parte gran parte delle affermazioni riportate insistentemente sull’argomento siano del tutto errate. Non è vero che l’esenzione sia destinata a favorire solo gli enti appartenenti alla Chiesa cattolica, dal momento che si applica a tutti gli enti non commerciali, categoria nella quale gli enti ecclesiastici rientrano esattamente come molti altri soggetti del mondo del cosiddetto non profit come, ad esempio, le associazioni sportive dilettantistiche e quelle di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato e le onlus, le fondazioni e le pro-loco, le organizzazioni non governative e gli enti pubblici territoriali, le aziende sanitarie e gli istituti previdenziali.<br />
Un’ulteriore inesattezza riguarda la delimitazione della tipologia di immobili oggetto di agevolazione: l’esenzione non riguarda tutti gli immobili di proprietà degli enti non commerciali, ma solo quelli destinati – per intero – allo svolgimento delle attività che la legge prevede. In tutti gli altri casi (librerie, ristoranti, hotel, negozi e per le abitazioni concesse in locazione) l’imposta è dovuta.Inoltre, esattamente all’opposto di quanto si continua a sostenere, per usufruire dell’esenzione tutto l’immobile deve essere utilizzato per lo svolgimento dell’attività esente; se in un’unità immobiliare si svolge un’attività rientrante nell’elenco unitamente ad un’attività che, invece, non vi figura, tutto l’immobile perde l’esenzione. Risulta così evidente l’assoluta falsità della denuncia che gli enti ecclesiastici &#8220;estorcano&#8221; l’esenzione inserendo una cappellina in un immobile non esente. In questi casi, infatti, l’intero immobile va assoggettato all’imposta, compresa la cappellina che, autonomamente considerata, avrebbe invece diritto all’esenzione.Lo sconto Ires</p>
<p>Un analogo discorso può essere fatto a proposito della riduzione dell’Ires (l’imposta sui redditi delle persone giuridiche): si tratta di un’agevolazione che riguarda molti enti non profit; l’articolo 6 del D.P.R. 601 del 1973 la prevede infatti, oltre che per gli enti ecclesiastici, per: 1) gli enti di assistenza sociale, le società di mutuo soccorso, gli enti ospedalieri, gli enti di assistenza e beneficenza; 2) gli istituti di istruzione e gli istituti di studio e sperimentazione di interesse generale che non hanno fine di lucro, i corpi scientifici, le accademie, le fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, di esperienze e ricerche aventi scopi esclusivamente culturali. 3) gli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, e loro consorzi. Hanno inoltre diritto all’aliquota agevolata anche le ex Ipab, come prevede l’art. 4, comma 2 del D.Lgs. 207 del 2001. Si può notare che si tratta di soggetti caratterizzati dalla rilevanza sociale delle loro attività in favore della collettività, circostanza che giustifica, anche sotto il profilo costituzionale, la previsione di agevolazioni fiscali.In conclusione</p>
<p>Da ultimo una riflessione sulla necessità di risanare il bilancio pubblico anche ricorrendo all’eliminazione delle agevolazioni in questione che, come abbiamo visto, riguardano una vasta platea di soggetti non profit. Andrebbe considerato che la rinuncia al gettito da parte dello Stato (o dei comuni nel caso dell’Ici) non costituisce una privazione per la collettività, ma il sostegno a una meritoria opera i cui benefici ricadono innanzitutto sulla stessa comunità e che i bisogni a cui gli enti non riuscirebbero più a dare risposta dovrebbero essere, in un modo o nell’altro soddisfatti dall’ente pubblico, con aggravio dei conti pubblici.</p>
<p><em>(pubblicato su “Avvenire” del 21/08/2011)</em></p>
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		<title>Manovra economica: tagliate la spesa militare!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 14:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Flavio Lotti: &#8220;Sul tavolo della manovra ci devono finire anche queste spese. Ecco dieci ottime ragioni per farlo. Per questo il 25 settembre marciamo da Perugia ad Assisi&#8221;. Non è un discorso ideologico ma decisamente pragmatico. Non è un problema di coscienza ma di utilità pubblica. E&#8217; venuto il tempo di tagliare e rivedere completamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Flavio Lotti: &#8220;Sul tavolo della manovra ci devono finire anche queste spese. Ecco dieci ottime ragioni per farlo. Per questo il 25 settembre marciamo da Perugia ad Assisi&#8221;.</strong><br />
Non è un discorso ideologico ma decisamente pragmatico. Non è un problema di coscienza ma di utilità pubblica. E&#8217; venuto il tempo di tagliare e rivedere completamente la nostra spesa militare. E&#8217; giusto continuare a spendere in questo modo 24 miliardi di euro all&#8217;anno? Ce lo possiamo permettere? E&#8217; questo il modo migliore per garantire la nostra sicurezza? Oppure ce ne sono altri?<br />
<span id="more-1719"></span><br />
La prima domanda che sorge spontanea è: possiamo permetterci di ignorare ancora il problema? La risposta è no: non c&#8217;è un solo capitolo del bilancio dello stato che può passare indenne da una seria revisione pubblica. Tanto più quando si continua a chiedere agli italiani di stringere la cinghia e la discussione sui tagli assomiglia a una guerra balcanica.</p>
<p>Secondo. 24 miliardi sono una somma enorme e ogni tentativo di censurare o stroncare sul nascere anche solo la discussione su questi soldi non è solo attentato non alla democrazia ma un ostacolo insormontabile posto sulla via di uscita dalla crisi. Le spese militari devono dunque essere messe sul tavolo della discussione alla pari di tutte le altre spese dello stato. E&#8217; accaduto negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Francia e Germania. Perché non deve succedere in Italia?</p>
<p>Terzo. La sicurezza è un bene pubblico che deve essere garantito dalle risorse del bilancio dello stato alla pari della salute, dell&#8217;istruzione, della giustizia, ecc. Ma così come non c&#8217;è un solo modo di garantire la salute, l&#8217;istruzione e la giustizia così non c&#8217;è un solo modo di garantire la sicurezza dell&#8217;Italia e degli italiani. Anzi è la stessa concezione di sicurezza che oggi dimostra tutta la sua profonda incapacità di rispondere ai bisogni reali della gente e del paese.</p>
<p>Quarto. Niente è più inutile di una portaerei, un sommergibile o un cacciabombardiere per proteggere i cittadini dalle mafie e dalla criminalità organizzata, dal terrorismo e dalla malavita, dall&#8217;illegalità, dalla corruzione e dalla disoccupazione, dall&#8217;inquinamento o dalla sofisticazione alimentare. Eppure continuiamo a comperare costosissimi sistemi d&#8217;arma e lasciamo i poliziotti senza auto e benzina.</p>
<p>Quinto. Le nostre spese per la sicurezza sono fortemente squilibrate a favore di un modello militare anacronistico, insostenibile e inutilmente offensivo mentre i problemi della sicurezza oggi esigono una pluralità di strumenti in prevalenza preventivi e non militari. Il minimo che bisogna fare è riequilibrare in modo intelligente la spesa per la sicurezza ricordandoci che investire sulla cooperazione, sulla diplomazia (anche popolare) e sull&#8217;intelligence è molto più efficace e redditizio che continuare a costruire costosissime macchine da guerra e mantenere in vita un mastodontico esercito di 180.000 uomini.</p>
<p>Sesto. E&#8217; dunque possibile tagliare le spese militari e aumentare la sicurezza degli italiani, dell&#8217;Europa e del resto dell&#8217;umanità. E&#8217; possibile aumentare la sicurezza tagliando le spese militari e aumentando quelle civili.</p>
<p>Settimo. Ci sono tagli che si possono fare subito e altri che debbono essere pianificati. Ragionevolmente si può partire dalla cancellazione del programma di acquisto dei 131 cacciabombardieri F-35 (costo complessivo di venti miliardi di euro) e dalla completa revisione di tutti i 71 programmi di ammodernamento e riconfigurazione di sistemi d&#8217;arma che ipotecano la nostra spesa militare fino al 2026.</p>
<p>Ottavo. Da rivedere immediatamente sono anche le missioni militari nel mondo e in particolare quella in corso in Afghanistan e in Libia. Per alcuni sono &#8220;uno dei fiori all&#8217;occhiello della politica estera italiana&#8221; che non ci possiamo permettere di toccare pena il nostro declassamento internazionale. Per altri sono solo guerre vietate dalla nostra costituzione incapaci peraltro di risolvere i problemi che pretendono di affrontare. Smettere di fare la guerra ci aiuterà a risanare il debito pubblico meglio di qualunque altro taglio alla scuola, agli enti locali o alle pensioni.</p>
<p>Nove. Procedendo su questa strada dobbiamo ricordare che il mondo è sovrarmato e sovraffamato. L&#8217;anno scorso la spesa militare mondiale ha raggiunto la cifra record di 1.630 miliardi di dollari. Intanto il numero di persone che soffre le pene della fame ha superato il miliardo. Una persona su sei che vive sulla terra è in questa condizione disperata e altre due vivono in condizioni di povertà. E pensare che con 44 miliardi di dollari si potrebbe sfamare il mondo intero. Il paradosso è che questo accade nel mezzo di una gravissima crisi economica mondiale mentre si riducono tutti i fondi per rispondere a tutte le emergenze e le crisi strutturali globali, carestie, fame, miseria, cambio climatico, pandemie. E&#8217; evidente che anche l&#8217;Italia deve contribuire a cambiare strada.</p>
<p>Dieci. Contro la sola ipotesi di revisione della spesa militare si batte da tempo una potente lobby trasversale politico-militare-industriale povera di idee e ricca di complicità mediatiche. <strong>Per convincere i parlamentari a tagliare e rivedere seriamente le spese militari si dovranno mobilitare molte, moltissime persone, in ogni città e in ogni collegio elettorale. Anche per questo invitiamo tutti a marciare domenica 25 settembre da Perugia ad Assisi. Se vogliamo che le cose cambino dobbiamo prendere la parola in tanti e alzare la voce insieme.</strong><br />
<em><br />
Flavio Lotti<br />
Coordinatore Nazionale della Tavola della pace</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Perugia, 31 agosto 2011</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ufficio Stampa Tavola della pace: Floriana Lenti 338/4770151<br />
email: stampa@perlapace.it &#8211; www.perlapace.it<br />
tel. +39  075 5734830 Fax +39 075 5739337<br />
</em></p>
<p>Articolo di: Flavio Lotti</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Grande successo di CANGIARI a Crotone</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 11:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel suggestivo scenario della Lega Navale di Crotone, il 26 agosto 2011 CANGIARI ha presentato al folto pubblico presente le collezioni già protagoniste delle ultime edizioni del Milano Moda Donna. Dopo la proiezione del video che ha illustrato le fasi di lavorazione della tessitura al telaio manuale, antichissima tradizione calabrese che CANGIARI utilizza per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel suggestivo scenario della Lega Navale di Crotone, il 26 agosto 2011 <a href="http://www.cangiari.it" target="_blank"><strong>CANGIARI</strong></a> ha presentato al folto pubblico presente le collezioni già protagoniste delle ultime edizioni del <a href="http://www.cameramoda.it/mmd/" target="_blank"><strong>Milano Moda Donna</strong></a>.<br />
<span id="more-1710"></span><br />
Dopo la proiezione del video che ha illustrato le fasi di lavorazione  della tessitura al telaio manuale, antichissima tradizione calabrese che  <strong>CANGIARI</strong> utilizza per le sue produzioni, hanno sfilato i capi della attuale stagione e quelli della Collezione Autunno Inverno 2011/12.</p>
<p>All&#8217;evento, promosso dall&#8217;<strong>Arcidiocesi di Crotone</strong> e realizzato con il supporto locale del <strong>Consorzio Sociale Jobel</strong> di Crotone, ha portato i suoi saluti il prefetto <strong>dott. Panico</strong>, che ha citato GOEL come esempio di imprenditorialità sana in un territorio segnato dalla piaga delle mafie.</p>
<p>L&#8217;Arcivescovo<strong> Mons. Domenico Graziani</strong>, che ha  fortemente voluto l&#8217;evento, ha auspicato che CANGIARI, in quanto segno  concreto di un cambiamento possibile, possa essere di stimolo alla  nascita di nuove attività anche nel territorio crotonese.</p>
<p>“Vogliamo una Calabria normale, dove venga premiato il merito e non le appartenenze” ha ribadito nel suo intervento <strong>Vincenzo Linarello</strong>,  presidente del Gruppo Cooperativo GOEL. “Ci auguriamo che il successo  di questo evento possa essere di buon auspicio per il lancio della  Collezione Primavera Estate 2012, attualmente in preparazione, che verrà  presentata a Milano il prossimo settembre”.</p>
<p>CANGIARI utilizza filati biologici e tessuti al telaio a mano,  realizzati secondo le antiche tradizioni calabresi, rivisitate e  attualizzate.</p>
<p>Tutta la filiera di produzione è composta da cooperative sociali che  nascono dal proprio territorio, si battono contro le mafie e fanno  integrazione di persone svantaggiate.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Manovra e armi: &#8220;Il male oscuro&#8221; di Alex Zanotelli</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 20:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazionismo cattolico]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
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		<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma(SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!</p>
<p><span id="more-1707"></span></p>
<p>E’ mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. A questo dovrebbe spingerci la nostra Costituzione che afferma :”L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali…”(art.11) Ed invece siamo coinvolti in ben due guerre di aggressione, in Afghanistan e in Libia. La guerra in Iraq (con la partecipazione anche dell’Italia), le guerre in Afghanistan e in Libia fanno parte delle cosiddette “ guerre al terrorismo”, costate solo agli USA oltre 4.000 miliardi di dollari (dati dell’Istituto di Studi Internazionali della Brown University di New York). Questi soldi sono stati presi in buona parte in prestito da banche o da organismi internazionali. Il governo USA ha dovuto sborsare 200 miliardi di dollari in dieci anni per pagare gli interessi di quel prestito. Non potrebbe essere, forse, anche questo alla base del crollo delle borse? La corsa alle armi è insostenibile, oltre che essere un investimento in morte: le armi uccidono soprattutto civili.</p>
<p>Per questo mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta ,né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folle somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali?</p>
<p>Ma perché i nostri pastori non alzano la voce e non gridano che questa è la strada verso la morte?</p>
<p>E come cittadini in questo momento di crisi, perché non gridiamo che non possiamo accettare una guerra in Afghanistan che ci costa 2 milioni di euro al giorno? Perché non ci facciamo vivi con i nostri parlamentari perché votino contro queste missioni? La guerra in Libia ci è costata 700 milioni di euro!</p>
<p>Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi. Noi vogliamo sapere quanto lucrano su queste guerre aziende come la Fin-Meccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto-Melara, l’Alenia Aeronautica. Ma anche quanto lucrano la banche in tutto questo.</p>
<p>E come cittadini chiediamo di sapere quanto va in tangenti ai partiti, al governo sulla vendita di armi all’estero (Ricordiamo che nel 2009 abbiamo esportato armi per un valore di quasi 5 miliardi di euro).</p>
<p>E’ un autunno drammatico questo, carico di gravi domande. Il 25 settembre abbiamo la 50° Marcia Perugia-Assisi iniziata da Aldo Capitini per promuovere la nonviolenza attiva. Come la celebreremo? Deve essere una marcia che contesta un’Italia che spende 27 miliardi di euro per la Difesa.</p>
<p>E il 27 ottobre sempre ad Assisi , la città di S. Francesco, uomo di pace, si ritroveranno insieme al Papa, i leader delle grandi religioni del mondo. Ci aspettiamo un grido forte di condanna di tutte le guerre e un invito al disarmo.</p>
<p>Mettiamo da parte le nostre divisioni, ricompattiamoci, scendiamo per strada per urlare il nostro <span style="text-decoration: underline;">no</span> alle spese militari, agli enormi investimenti in armi, in morte.</p>
<p>Che vinca la Vita!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alex Zanotelli</strong></p>
<p style="text-align: right;">Napoli, 24 agosto 2011</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1314206334.htm" target="_blank"><strong>Per sottoscrivere l&#8217;appello</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ottima semestrale per Etica Sgr</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 16:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza etica]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione economica]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli investitori responsabili continuano a crescere: + 10 milioni di raccolta netta per i fondi Valori Responsabili La Finanza Etica resiste alla crisi e l&#8217;utile netto cresce del 130% rispetto ai primi sei mesi del 2010. Il Consiglio di Amministrazione di Etica Sgr, tenutosi in data odierna, ha approvato il bilancio dei primi sei mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Gli investitori responsabili continuano a crescere:</strong><br />
<strong> + 10 milioni di raccolta netta per i fondi Valori Responsabili</strong></p>
<p>La <strong>Finanza Etica</strong> resiste alla crisi e l&#8217;utile netto cresce del 130% rispetto ai primi sei mesi del 2010. Il Consiglio di Amministrazione di Etica Sgr, tenutosi in data odierna, ha approvato il bilancio dei primi sei mesi dell&#8217;anno che si è chiuso con un utile netto di 161.369 euro (+130% rispetto al primo semestre 2010) e con commissioni attive pari a 2.638.985 di euro (+ 37% rispetto al 30 giugno 2010). La raccolta netta dei fondi <strong>Valori Responsabili</strong> nel semestre è stata positiva per 10,3 milioni di euro, contribuendo a portare le masse in gestione a 447 milioni di euro.<br />
<span id="more-1695"></span><br />
Il Presidente di <strong>Etica Sgr</strong>, Ugo Biggeri, sottolinea come “i risultati di Etica Sgr sono incoraggianti per tutti noi e, in generale, per la finanza etica. La società ha concluso la fase di start- up e insieme ai soci sta mettendo in atto un piano strategico di sviluppo triennale che permetterà ad Etica Sgr di consolidare la posizione di leadership nel mercato italiano attraverso l’offerta di un prodotto di qualità, altamente differenziato per l’approccio non speculativo rispetto alla concorrenza”. “Nonostante la difficile congiuntura economica e finanziaria che stiamo vivendo, nel primo semestre dell’anno Etica Sgr è cresciuta e ha continuato a ricevere fiducia da parte dal mercato e dei sottoscrittori – commenta Alessandra Viscovi, Direttore Generale di <strong>Etica Sgr</strong>. “<em>Dal giugno 2010 i nostri clienti sono cresciuti del 22%, superando quota 20.000. Questi risultati dimostrano come vi sia una crescente consapevolezza di una modalità differente di allocazione del risparmio che contrasta in modo deciso con una finanza lontana da qualsiasi valore e dall’economia reale</em>”.</p>
<p>Investire in modo responsabile premia anche dal punto di vista dei rendimenti. Grazie alla metodologia di analisi di <strong>Etica Sgr</strong>, in continua evoluzione e miglioramento e che privilegia gli emittenti che si impegnano in un cammino di sostenibilità socio-ambientale, e alla professionalità del gestore <strong>Anima Sgr</strong>, anche quest’anno i fondi Valori Responsabili sono stati premiati per le perfomance a tre e a cinque anni, ricevendo il <strong>Lipper Fund Awards 2011</strong> per il terzo anno consecutivo e il premio <strong>Alto Rendimento del Sole 24 Ore</strong> per la prima volta.</p>
<p>Per ulteriori Informazioni<br />
Marketing e Comunicazione, Etica Sgr<br />
Roberto Grossi – tel. 02/49799300 cell. 366 6515030 – rgrossi@eticasgr.it<br />
Francesca Colombo – tel. 02/89773228 – fcolombo@eticasgr.it<br />
Ufficio Stampa, Banca Popolare Etica<br />
Chiara Bannella – tel. 06/42016060 – cbannella@bancaetica.com</p>
<p>&nbsp;</p>
<address>Etica Sgr è una società di gestione del risparmio nata nel 2003 da un’idea di Banca Popolare Etica, con la collaborazione di Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Sondrio e Cassa Centrale Banca Credito Cooperativo del Nord Est, per realizzare e promuovere fondi comuni di investimento e altri prodotti finanziari con un elevato profilo di trasparenza e responsabilità sociale. Etica Sgr offre inoltre consulenze alle istituzioni che vogliano valutare l&#8217;eticità dei loro investimenti ed è pioniera in Italia dell&#8217;azionariato attivo. Oggi Etica Sgr promuove 4 fondi con diversi profili di rischio: Valori Responsabili Monetario &#8211; Valori Responsabili Obbligazionario Misto &#8211; Valori Responsabili Bilanciato &#8211; Valori Responsabili Azionario. I fondi promossi da Etica Sgr sono distribuiti in tutta Italia grazie ad accordi commerciali con oltre 200 collocatori tra banche, reti di promotori e collocatori online. Per averemaggiori informazioni su criteri di selezione etica dei titoli e su dove sottoscrivere visitare il sito www.eticasgr.it</address>
<p>Permaggiori informazioni sui premi e riconoscimenti attribuiti ai fondi di Etica Sgr:<br />
<a title="Alto Rendimento del Sole 24 Ore" href="http://www.eticasgr.it/cms/?plid=1&amp;pid=14&amp;ppid=1" target="_blank"> http://www.eticasgr.it/cms/?plid=1&amp;pid=14&amp;ppid=1</a></p>
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		<title>Le energie rinnovabili restino pulite – Stop alle infiltrazioni criminali</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 20:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[La produzione di energia da fonti rinnovabili non è più solo una necessità ecologica, ma rappresenta sempre più un settore strategico dell’economia, in grado di crescere anche in tempi di crisi e di produrre innovazione e occupazione. Questa evoluzione indubbiamente positiva ha purtroppo portato con sé il gravoso fardello dell’interessamento della criminalità organizzata, come dimostrano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La produzione di energia da fonti rinnovabili non è più solo  una necessità ecologica, ma rappresenta sempre più un settore strategico  dell’economia</strong>, in grado di crescere anche in tempi di crisi e di produrre innovazione e occupazione. <strong>Questa  evoluzione indubbiamente positiva ha purtroppo portato con sé il  gravoso fardello dell’interessamento della criminalità organizzata</strong>, come dimostrano le recenti azioni giudiziarie intraprese in diverse parti d’Italia con grossa eco mediatica.<br />
<span id="more-1528"></span><br />
La difesa della legalità in questo settore così strategico e che deve restare “pulito” diventa prioritaria. Per questo la <strong>Fondazione Culturale Responsabilità Etica</strong> (Gruppo Banca Popolare Etica) ha dato via a un progetto intitolato <strong>“SCORE: STOP CRIMES ON RENEWABLES AND ENVIRONMENT”</strong>.  Finanziato dal Programma “Prevenzione e lotta alla criminalità”  dell’Unione Europea, il progetto si propone di promuovere l’impegno  diretto di imprese, Pubbliche Amministrazioni e società civile nel  contrasto al crimine organizzato e alla illegalità, nei settori  foresta/legno ed energie rinnovabili; di fornire agli attori interessati  metodologie e strumenti di valutazione, controllo e prevenzione dei  rischi di illegalità e di creare un network degli attori interessati per  lo scambio di buone prassi e informazioni provenienti da ricerche e  sperimentazioni.</p>
<p>Da oggi e per trenta mesi ricercatori, attivisti di ONG, funzionari di  banca, esperti in valutazioni etico/finanziarie, esponenti di imprese ed  associazioni di categoria lavoreranno con l’obbiettivo comune di  fornire strumenti concreti, utili a contrastare la sempre maggiore  influenza della criminalità organizzata nel settore energie rinnovabili e  foresta/legno. Gli operatori del settore più esposti a questi rischi,  imprese del settore delle energie rinnovabili, imprese del settore legno  e arredamento, importatori, istituti bancari, ecc. potranno quindi  contare su strumenti concreti e di facile uso.</p>
<p>Le imprese che si trovano di fronte a proposte di finanziamento di  origini poco chiare, i responsabili degli appalti pubblici che valutano  la credibilità dei fornitori, gli istituti bancari che esaminano  richieste di prestiti per investimenti nel settore, potranno disporre  –alla fine del progetto- di sistemi e metodologie pratiche per non  cadere nella trappola del denaro facile o sporco.</p>
<p>Compagni di strada della Fondazione nel progetto “S.C.O.R.E.” sono  un gruppo di partner qualificati come <strong>ARCI  Lombardia, l’associazione Saveria Antiochia Omicron, C.D.I.E, il Forest  Stewardship Council, il Dipartimento Tesaf dell’Università di Padova e  l’associazione Valore Sociale</strong>.</p>
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		<title>Banca Etica e Etica Sgr non accetteranno capitali rientrati in Italia grazie allo scudo fiscale</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 10:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Banca Popolare Etica, la prima banca italiana che opera interamente secondo i principi della finanza etica e Etica Sgr, la società di risparmio gestito del gruppo, che investe solo in fondi che rispondono a rigorosi criteri etici, non accetteranno la raccolta di capitali che dovessero rientrare in Italia grazie allo “scudo fiscale” e di conseguenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Banca Popolare Etica</strong>, la prima banca italiana che  opera interamente secondo i principi della finanza etica e <strong>Etica  Sgr</strong>, la società di risparmio gestito del gruppo, che investe  solo in fondi che rispondono a rigorosi criteri etici, non accetteranno  la raccolta di capitali che dovessero rientrare in Italia grazie allo  “scudo fiscale” e di conseguenza non predisporrà alcuna misura  commerciale e operativa al fine di attirare tali capitali o facilitarne  il rientro.<br />
<span id="more-1453"></span><br />
“I principi della Finanza Etica che ispirano per intero la nostra  attività – spiega <strong>Mario Crosta, direttore generale di Banca  Etica</strong> – prevedono la piena tracciabilità del percorso del  denaro e la provenienza lecita di quello che raccogliamo. Accettare  capitali accumulati anche grazie al mancato rispetto delle leggi e che,  al già grave reato di evasione fiscale, potrebbero sommare il falso in  bilancio, sarebbe una violazione del nostro DNA e un tradimento dei  clienti che ci scelgono quotidianamente in nome di un uso responsabile  del denaro”.</p>
<p>Mentre la maggior parte degli istituti di credito stanno mettendo in  campo “task forces” di esperti e strumenti finanziari ad hoc per  intercettare il ghiotto boccone dei capitali occultati e ora in via di  rientro, Banca Etica opera una scelta di sobrietà e responsabilità che  va anche nella direzione dell’educazione finanziaria e della  responsabilizzazione dei cittadini.</p>
<p><em>“Sebbene per tutti gli istituti di credito la raccolta di  risparmio sia essenziale e strategica, soprattutto in questo periodo di  crisi, l’intermediazione di denaro proveniente da attività illecite  snatura e umilia l&#8217;impegno per la legalità che noi, insieme ad altri  istituti bancari, associazioni e cittadini scegliamo quotidianamente”</em> dice <strong>Fabio Salviato, presidente di Banca Etica e di Etica Sgr</strong>.  <em>“La normativa proposta tra l’altro potrebbe esonerare gli  intermediari finanziari anche dall’obbligo di segnalare eventuali  operazioni in odore di riciclaggio. Non è certo in questo modo che il  settore bancario recupera la fiducia dei cittadini. Il bisogno del  Governo di fare cassa non  giustifica un condono iniquo verso i  risparmiatori che hanno sempre rispettato le regole e profondamente  diseducativo. In Italia l’evasione fiscale è una piaga da combattere con  il rigore e non con le sanatorie a basso costo”. </em></p>
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		<title>LE AUTO, LE TV, I CONDIZIONATORI E LE LAVATRICI CON L&#8217;ANIMA PIU&#8217; VERDE</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 23:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Districarsi in un mercato dove la concorrenza tra prodotti diversi è spesso basata solo sul prezzo può essere impresa non da poco. EcoTopTen di Legambiente è pensata per offrire al consumatore uno strumento valido di informazione per scelte d&#8217;acquisto più consapevoli e più rispettose dell&#8217;ambiente. Alla classifica delle auto, curata in collaborazione con l&#8217;Associazione Traffico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Districarsi in un mercato dove la concorrenza tra prodotti diversi è spesso basata solo sul prezzo può essere impresa non da poco. EcoTopTen di Legambiente è pensata per offrire al consumatore uno strumento valido di informazione per scelte d&#8217;acquisto più consapevoli e più rispettose dell&#8217;ambiente.<br />
<span id="more-1435"></span><br />
Alla classifica delle auto, curata in collaborazione con l&#8217;Associazione Traffico e Ambiente Svizzera (ATA), si aggiungono da quest&#8217;anno quelle di alcuni elettrodomestici: televisori, lavatrici e condizionatori, stilate con il supporto scientifico dell&#8217;Istituto di Ricerche Ambiente Italia.</p>
<p>Per ogni tipologia di prodotto vengono presentate la top ten dei modelli più ecologici in senso assoluto e le top ten dei modelli con le migliori prestazioni ambientali considerati per categoria (ad es. dalle mini alle monovolume per le automobili).</p>
<p>Ogni graduatoria si basa sulla valutazione di <strong>centinaia di modelli delle principali marche</strong> più vendute sul mercato italiano. Sono stati volutamente esclusi dalla nostra analisi i prodotti con un carico ambientale troppo elevato: per le auto le vetture che superano la soglia dei 180 grammi di emissioni di CO2 per chilometro, per le lavatrici e i condizionatori (solo residenziali) i modelli che non raggiungono almeno la classe AAB e la classe A di efficienza energetica, per i televisori non sono stati ammessi gli apparecchi con schermo al plasma e quelli con un assorbimento di potenza superiore alla soglia di 200 watt in modalità acceso.</p>
<p>EcoTopTen è assolutamente indipendente rispetto ai vari produttori e alla varie etichette: le valutazioni avvengono sulla base delle dichiarazioni delle case produttrici alla cui veridicità ci atteniamo.</p>
<p>Il voto finale assegnato a ogni modello è calcolato tenendo conto di precisi <strong>indicatori di carattere ambientale e sanitario</strong> (per il dettaglio vedi le Istruzioni d&#8217;uso relative a ogni EcoTopTen). Più alto è il punteggio, più il prodotto è preferibile dal punto di vista ambientale. Il voto finale non ci faccia però dimenticare che a contare, prima di tutto, sono le nostre reali necessità: valutiamole bene, solo così faremo buoni acquisti!</p>
<p>Tutti i modelli analizzati sono consultabili attraverso un pratico motore di ricerca interno alle varie Sezioni.</p>
<p><strong>Seleziona la EcoTopTen che ti interessa.</strong></p>
<p><a href="http://ecotopten.viviconstile.org/apps/2010/auto/topten/" target="_blank"><img src="http://ecotopten.viviconstile.org/resource/images/loghi/auto.png" alt="Ecotopten Auto" /></a> <a href="http://ecotopten.viviconstile.org/apps/2010/tv/topten/" target="_blank"><img src="http://ecotopten.viviconstile.org/resource/images/loghi/tv.png" alt="Ecotopten TV" /></a> <a href="http://ecotopten.viviconstile.org/apps/2010/condizionatori/topten/" target="_blank"><img src="http://ecotopten.viviconstile.org/resource/images/loghi/condizionatori.png" alt="Ecotopten Condizionatori" /></a> <a href="http://ecotopten.viviconstile.org/apps/2010/lavatrici/topten/" target="_blank"><img src="http://ecotopten.viviconstile.org/resource/images/loghi/lavatrici.png" alt="Ecotopten Lavatrici" /></a></p>
<img src="http://www.portale-solidale.it/?ak_action=api_record_view&id=1435&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Nell’anno della crisi è boom per la Finanza Etica</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 22:35:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza etica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dati di fine-anno molto soddisfacenti per il Gruppo Banca Popolare Etica &#8211; Più 25% per i finanziamenti a favore di iniziative di economia solidale contro una media del sistema bancario di +1,7% Il patrimonio gestito da Etica sgr registra un +35% &#8211; Rendimenti sopra i benchmark per i Fondi Valori Responsabili e per il fondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dati di fine-anno molto soddisfacenti per il Gruppo Banca Popolare Etica &#8211; Più 25% per i  finanziamenti a favore di iniziative di economia solidale contro una media del sistema bancario di +1,7% Il patrimonio gestito da Etica sgr registra un +35% &#8211; Rendimenti sopra i benchmark per i Fondi Valori Responsabili e per il fondo pensione Aequitas</strong><br />
<span id="more-1370"></span><br />
Roma, Milano, Padova, 21 dicembre 2009_L’anno che sta per concludersi è stato denso di soddisfazioni per il Gruppo Banca Popolare Etica. Nonostante la pesante crisi che ha messo a dura prova le economie di tutto il mondo, i finanziamenti accordati da Banca Etica nei primi 11 mesi dell’anno sono cresciuti di quasi il 25% rispetto alla fine del 2008 (raggiungendo i 535 milioni di euro); la raccolta di risparmio è cresciuta di circa il 6% mentre il patrimonio gestito affidato alla società di gestione del risparmio del Gruppo, Etica sgr, ha avuto un boom con un +35%.<br />
In 11 mesi il capitale sociale di Banca Etica è cresciuto del 14% (sfiorando i 26 milioni di euro conferiti da 33mila soci) e con esso la possibilità di erogare finanziamenti ai progetti di economia solidale e sostenibile che da sempre rappresentano l’obiettivo del primo istituto di credito italiano interamente ispirato ai principi della finanza etica.</p>
<p>«La nostra Banca ha festeggiato i suoi primi 10 anni nel pieno di una drammatica crisi economica. Con molto orgoglio possiamo dire di aver dimostrato che non solo la finanza etica funziona, ma è anche in grado di resistere alle tempeste finanziarie e di proporsi come modello per ripensare le regole di una finanza che fin qui è stata accecata dall’ossessiva ricerca della massimizzazione dei profitti di breve periodo. Abbiamo anche dimostrato di poter svolgere un’importante funzione anti-ciclica, aumentando i finanziamenti proprio mentre nel Paese si lamenta il credit crunch. Se il sistema bancario nel suo insieme Dati ABI Monthly outlook dicembre 2009 registra per i prestiti al settore privato un + 1,7% tra novembre 2008 e novembre 2009 e un -1,6% per i prestiti destinati alle imprese, il nostro +25% risulta particolarmente significativo, così come significativo è il dato sulle sofferenze che l’Abi calcola all’1,92% per il sistema, mentre Banca Etica le contiene allo 0,6% a ulteriore dimostrazione di come i settori che noi finanziamo – cooperative sociali, associazioni, imprese sociali – siano in grado di coniugare affidabilità economica con iniziative imprenditoriali sostenibili e di inestimabile utilità sociale soprattutto in periodi di crisi come questo», dice Mario Crosta, direttore generale di Banca Etica. «Proprio le banche medio-piccole e esenti da attività speculative come la nostra stanno pagando un prezzo molto pesante per la crisi, ma non abbiamo permesso alle inevitabili difficoltà di bilancio di frenare il nostro slancio propulsivo a sostegno del Terzo Settore e delle imprese sociali», conclude Crosta. «L’anno che si sta concludendo rappresenta anche per Etica Sgr un punto di svolta importante: il patrimonio, che negli ultimi tre esercizi si era mantenuto stabile intorno ai 220 milioni di euro, ha ripreso a crescere con slancio (+81 milioni) in un momento difficilissimo di mercato. Una crescita che porta il patrimonio gestito a quota 310milioni con un +35% rispetto al 2008. I clienti nel corso del 2009 sono cresciuti del 25% circa, passando da 8.600 a 10.800», sottolinea Alessandra Viscovi, direttrice di Etica sgr.<br />
I fondi comuni di investimento Valori Responsabili a maggior componente azionaria hanno battuto i rispettivi benchmark di riferimento, ottenendo le seguenti performance (dal 01.01.09 al 30.11.09): Azionario: +28,03% contro un benchmark di +14,71% e una media di categoria effettuata sulla base di dati MoneyMate e della classificazione Assogestioni del 17,51% Bilanciato: +20,40% contro un benchmark di +11,07% e una media di categoria del 10,44% Misto: +5,61% contro un benchmark di +4,25% e una media di categoria del 5,78% Anche la linea Aequitas del fondo pensione aperto Penslpan Purifonds, gestita con la consulenza di Etica Sgr, ha ottenuto da inizio anno (al 30.11.09) un Rendimento YTD (dal 01.01.09 al 30.11.09) pari a 8,47% sopra il benchmark che è di 7,71%. Nell’insieme il fondo pensione Pensplan – Linea Aequitas gestisce oggi un Patrimonio di 5.056.4778 € .<br />
«Nel 2009 l’intero sistema Banca Etica ha anche consolidato la sua azione di tipo culturale: tramite la Fondazione abbiamo partecipato al gruppo di lavoro voluto dall’ONU sulla riforma della finanza mondiale e abbiamo intensificato le collaborazioni con le reti internazionali di finanza etica per promuovere un cambiamento che deve avvenire a livello globale. Stiamo lavorando alla costituzione di un&#8217;Agenzia Nazionale per il microcredito. Il secco rifiuto di intercettare il ghiotto boccone dei capitali illeciti che stanno rientrando grazie allo scudo fiscale ha permesso a Banca Etica ed Etica sgr di ribadire il messaggio su come si può fare finanza in modo trasparente e a sostegno di un’economia reale, giusta e pulita» dice il presidente di Banca Etica ed Etica sgr, Fabio Salviato.<br />
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Banca Popolare Etica è una realtà unica nel panorama bancario italiano ed internazionale. E&#8217; la sola banca che – accanto alla trasparenza in tutti i processi – garantisce una destinazione dei finanziamenti mirata esclusivamente ad ambiti di interesse collettivo: dalla cooperazione sociale (in particolare quella legata ai servizi socio assistenziali) alla cooperazione internazionale, dalla tutela dell’ambiente alla promozione della cultura, dalle energie rinnovabili all’agricoltura biologica. Nata nel 1999 Banca Etica opera oggi su tutto il territorio nazionale con 13 filiali e una rete di “banchieri ambulanti” e offre ai propri clienti un’ampia gamma di prodotti e servizi che permettono una completa operatività bancaria.<br />
Etica sgr è l’unica società di gestione del risparmio italiana che propone esclusivamente fondi di investimento etici che selezionano i titoli aziende e stati che abbiano superato un severo vaglio in termini di responsabilità sociale e ambientale.</p>
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<div>Indirizzo:</div>
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<td valign="top">
<div><strong> via Copernico 1/3 · 20125 Milano</strong></div>
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<div><em>Telefono:</em></div>
</td>
<td valign="top">
<div><strong>02.67071422</strong></div>
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<div><strong>02.67382896</strong></div>
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<tr>
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<div><em>Posta elettronica:</em></div>
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<div><a href="mailto:info@eticasgr.it">info@eticasgr.it</a></div>
</td>
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<tr>
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<div><a href="mailto:posta@eticasgr.it">posta@eticasgr.it</a></div>
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