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	<title>Portale Solidale &#187; cultura</title>
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	<description>Seleziona ed archivia articoli relativi alle ONLUS ed alle iniziative cattoliche e solidali.</description>
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		<title>L&#8217;Albania e l&#8217;aborto selettivo</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 16:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooperazione sviluppo, Aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Tutela diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Se è maschio, tutto bene, se è femmina nasce invece il dilemma. In Albania l&#8217;aborto selettivo è una pratica diffusa. Secondo il Consiglio d’Europa in Albania nascono 112 maschi per 100 femmine, un dato in notevole squilibrio rispetto al rapporto di crescita demografica naturale. Un reportage dalle cliniche di Tirana Tirana, giorni freddi d’autunno, sala [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Se è maschio, tutto bene, se è femmina nasce invece il dilemma. In Albania l&#8217;aborto selettivo è una pratica diffusa. Secondo il Consiglio d’Europa in Albania nascono 112 maschi per 100 femmine, un dato in notevole squilibrio rispetto al rapporto di crescita demografica naturale. Un reportage dalle cliniche di Tirana</p>
<p><span id="more-1788"></span></p>
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<div>Tirana, giorni freddi d’autunno, sala d’aspetto della maggiore clinica ginecologica del Paese. Esmeralda aspetta in fila il suo turno. Indossa vestiti semplici, colori sgargianti, capelli castani raccolti e zigomi alti e rotondi. Con un forte accento delle montagne mi chiede cosa ci faccia in quella clinica e poi mi dice di essere incinta. “Speriamo sia un maschio, perché se è un maschio porta bene a tutta la famiglia. Una femmina non va bene”. Le chiedo perché, ma taglia corto. “E’ così. E’ la nostra tradizione. Qua a Tirana con tutte queste influenze straniere la gente finge di non capire più certe cose”. Le chiedo cosa farebbe se fosse una bimba. “Non so, decideremo in famiglia. Per me non è una tragedia, però è ovvio che decideremo in famiglia. Queste sono cose importanti“.</div>
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<p>Se il feto è una femmina sono alte le probabilità che Esmeralda sia costretta ad abortire. Basta una breve attesa presso una delle cliniche ginecologiche di Tirana per notare che il fenomeno è tutt’altro che marginale.</p>
<p>Secondo un recente rapporto del Consiglio d’Europa in Albania nascono 112 maschi per 100 femmine, un dato in notevole squilibrio rispetto al rapporto di crescita demografica naturale. L’Albania è in buona compagnia di alcuni Paesi del Caucaso, mentre col Kosovo si annovera tra i Paesi balcanici più problematici.</p>
<p><a id="eztoc654497_0_1" name="eztoc654497_0_1"></a></p>
<h3><strong>Tradizione e transizione</strong></h3>
<p>“L’aborto selettivo non è un problema nuovo della società albanese”, afferma una sociologa attivista dei diritti delle donne. “Nel sistema patriarcale tradizionale le figlie femmine sono considerate come nate per essere date al marito, quindi sono in qualche modo estranee alla famiglia. E per tradizione non tramandano il cognome. Se una famiglia ha solo figlie femmine si usa dire che quella famiglia si estinguerà”, mi spiega.</p>
<p>Dello stesso problema negli anni &#8217;60 si era in parte occupato anche il regime di Enver Hoxha, nell’ambito della sua campagna di modernizzazione e sradicamento di tradizioni considerate retrograde. E&#8217; di quei tempi una canzone in cui, in versi sdolcinati, si prende in giro la reazione di un pastore che ha avuto una figlia e che inizialmente ne è rimasto deluso ma poi riesce a superare il problema e si &#8216;modernizza&#8217;.</p>
<p>Secondo gli esperti del settore per molti anni, durante il comunismo, il problema aveva perso d&#8217;attualità. Mentre ora &#8211; con la transizione, il vuoto di potere e la fragilità istituzionale &#8211; l&#8217;aborto selettivo sembra essere una pratica nuovamente utilizzata.</p>
<p><a id="eztoc654497_0_2" name="eztoc654497_0_2"></a></p>
<h3><strong>Nuova-vecchia vita in città</strong></h3>
<p>La società albanese è caratterizzata da una polarizzazione sempre più marcata e, sentendo parlare di questo fenomeno, molti albanesi che vivono nelle principali città tendono rapidamente a classificare la questione come tipica del nord del Paese, considerato il più arretrato e retrogrado.</p>
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<div>Ma la maggior parte degli aborti avviene nelle città, dove del resto vive la maggior parte della popolazione. In particolar modo nella capitale Tirana il risultato di migrazioni massicce e caotiche è stato la mancanza di coesione e la formazione di vere e proprie società parallele che comunicano poco tra di loro. “Le donne che tendono maggiormente ad abortire quando vengono a sapere che avranno una figlia femmina, sono originarie del nord del Paese. In città continuano a vivere come se fossero ancora nei loro villaggi di montagna” commenta la ginecologa Vjollca Tare.</div>
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<p>“Non vi sono statistiche accurate, ma in base ai nostri sondaggi realizzati in quella che è la clinica ginecologica più grande del Paese, la “Kico Gliozheni”, solo nel 2010 sono avvenuti 470 aborti. Le cause principali sono i motivi economici, deformazioni e il sesso del feto“ spiega Rubena Moisiu primario della clinica Kiço Gliozheni.</p>
<p>Per legge l’aborto in Albania è consentito sino alla dodicesima settimana della gravidanza. Entro quella scadenza non è però sempre possibile individuare il sesso del nascituro. “E’ un ostacolo comunque sormontabile – afferma Rubena Moisiu – basta ottenere una giustificazione medica, del medico specialista ed individuare un motivo conforme alla legge per consentire l’aborto”.</p>
<p>Secondo i report sulla corruzione in Albania risulta che i medici siano tra le categorie più corrotte nel Paese. “Non è difficile dimostrare di dover abortire a causa del diabete, o per via dello stato psichico della donna”, spiega Rubena Moisiu.</p>
<p><strong>Quale rimedio</strong></p>
<p>All’interno del Consiglio d’Europa vi è chi, per rimediare al fenomeno, ha proposto di impedire ai medici albanesi di far sapere ai genitori il sesso del feto. Ma i medici a Tirana sono divisi su tale aspetto, e molti di loro la ritengono una violazione dei diritti dei genitori. Sevim Arbana, a capo di una delle associazioni più attive in Albania sui diritti delle donne, sostiene che il miglior rimedio sia informare e intraprendere una campagna di sensibilizzazione per le giovani coppie, per fare in modo che la possibilità di avere una figlia femmina sia accettata con la stessa gioia con cui si accoglie un figlio maschio.</p>
<p>Dello stesso parere il ginecologo Elton Peçi, che denunciando la struttura patriarcale della società albanese invita ad attivare una serie di misure di controlli e sanzioni per i medici che si rendono responsabili dell’aborto selettivo. “Il problema principale &#8211; afferma &#8211; sono le cliniche private che sfuggono ai controlli dello stato”.</p>
<p>Le autorità sulla questione non hanno mai adottato una posizione netta, in attesa di ratificare passivamente eventuali indicazioni che arriveranno dalle istituzioni europee. Ma c&#8217;è chi afferma che lo Stato potrebbe fare rapidamente qualcosa. “La fonte di questo problema riguarda la trasmissione per la linea maschile del cognome e dell’eredità della famiglia. I maschi tramandano il cognome del padre, mentre le femmine lo perdono, per acquisire quello del marito. Si dovrebbe superare questa barriera, fare in modo che all’anagrafe le madri possano trasmettere il proprio cognome ai figli, in alternativa o a fianco a quello del padre”, commenta la ginecologa Vjollca Tare.</p>
<p>Poche settimane dopo la pubblicazione del rapporto allarmante da parte del Consiglio d’Europa, l’aborto selettivo è sparito dalle pagine dei media albanesi, senza che alcuna reazione sia avvenuta rispetto alle istituzioni che dovrebbero occuparsene. Esmeralda, e altre future madri, continueranno a condizionare la loro gravidanza al sesso del feto. E chissà per quanto tempo ancora la maggior parte degli albanesi metterà le mani avanti, stigmatizzando l’aborto selettivo, come “roba da montanari”, ugualmente come si è fatto con un’altra piaga sociale dell’Albania contemporanea, la Vendetta di sangue.</p>
<p><a href="http://www.balcanicaucaso.org/aree/Albania/L-Albania-e-l-aborto-selettivo-107910" target="_blank">Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Osservatorio Balcani e Caucaso</a></p>
<p><a href="http://www.balcanicaucaso.org/Autori/(author)/Marjola%20Rukaj">Marjola Rukaj</a></p>
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		<title>L&#8217;ALTRA ITALIA AL XXVI FESTIVAL DEL CINEMA LATINO AMERICANO DI TRIESTE</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 22:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooperazione sviluppo, Aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste, la più vasta rassegna in Europa sulla produzione cinematografica, video e televisiva del continente latino, giunge alla sua XXVI edizione: dal 22 al 30 ottobre, al Teatro Miela e in altre sedi, presenterà più di 160 tra film e documentari sulla realtà culturale, artistica e sociale dell’America [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste, la più vasta rassegna in Europa sulla produzione cinematografica, video e televisiva del continente latino, giunge alla sua XXVI edizione: dal 22 al 30 ottobre, al Teatro Miela e in altre sedi, presenterà più di 160 tra film e documentari sulla realtà culturale, artistica e sociale dell’America Latina, parte dei quali verranno poi riproposti in rassegne in altre città d’Italia.</p>
<p><span id="more-1765"></span></p>
<p>L’appuntamento, promosso dall’APCLAI &#8211; Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia e supportato da vari enti e istituzioni italiane, europee e latino americane, si ripropone annualmente come vetrina di una variegata produzione artistica e culturale, spesso sconosciuta all’estero a causa dell’emarginazione nella quale è relegata dalle grandi distribuzioni commerciali.</p>
<p>Anche quest’anno, grazie alle collaborazioni avviate, parte delle opere verranno proiettate all’Università di Trieste, al Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda per i Servizi Sanitari Triestina e al Centro Internazionale di Fisica Teorica di Miramare. Qui si terrà l’inaugurazione del Festival, sabato 22, alle ore 19.30, con alle 21.00 la proiezione di &#8220;Cuba un&#8217;arte anche italiana&#8221; di Silvana Palumbieri, documentario Rai su cinque secoli di architetti, costruttori, scultori e pittori italiani che realizzarono opere di grande rilievo a Cuba e all&#8217;Avana. L&#8217;ingresso all&#8217;inaugurazione è libero.</p>
<p>Il programma dettagliato del Festival è stato presentato ieri a Trieste, presso la Camera di Commercio, dal direttore del Festival, Rodrigo Diaz, dopo il saluto di Manlio Romanelli della Giunta Camerale e dell&#8217;assessore alla Cultura del Comune di Trieste, Andrea Mariani.</p>
<p>Il direttore Rodrigo Diaz ha sottolineato &#8220;il costante l&#8217;impegno del Festival di Trieste, negli anni, per evidenziare i profondi legami tra Italia e America latina, e per valorizzare la vasta comunità oriunda italiana presente nella cultura e nella società del Continente; cosa di cui, purtroppo, non sempre l&#8217;Italia pare avere sufficiente coscienza, neppure in termini di potenzialità economiche&#8221;. Nel contempo il direttore ha sottolineato &#8220;le sempre maggiori difficoltà operative in cui versa il Festival, dopo i crescenti tagli ai finanziamenti pubblici per la cultura, che hanno messo a serio rischio la manifestazione&#8221;.</p>
<p>Se anche quest&#8217;anno il Festival si realizzerà, ha spiegato Diaz, &#8220;è grazie al forte sostegno ricevuto dalle istituzioni, Ministeri ed Ambasciate dell’America Latina, che si sono assunti, direttamente o tramite servizi a titolo gratuito, parte dei costi dell’iniziativa. Il paradosso&#8221;, ha aggiunto Diaz, &#8220;è che a sostenere il Festival di Trieste, considerato a livello internazionale un punto di riferimento fondamentale del settore, siano sempre più le istituzioni latino americane e via via meno quelle del Paese in qui il Festival si realizza. Da parte nostra non possiamo che auspicare un ripensamento e un&#8217;inversione di questa pericolosa linea di tendenza&#8221;, ha concluso.</p>
<p>Sono poi stati annunciati i quattordici film in concorso per la Sezione ufficiale, scelti fra i più recenti dell’intero continente latino, sia di registi pluripremiati che di emergenti. Concorreranno i film argentini &#8220;La revolución es un sueño eterno&#8221; di Nemesio Juárez e &#8220;La vieja de atrás&#8221; di Pablo José Meza; il boliviano &#8220;Gud Bisnes&#8221; di Tonchy Antezana; il brasiliano &#8220;Mae e Filha&#8221; di Petrus Cariry; i cileni &#8220;Ocaso&#8221; di Theo Court e &#8220;Perro Muerto&#8221; di Camilo Becerra. E ancora: dalla Colombia giunge &#8220;Postales Colombianas&#8221; di Ricardo Coral Dorado; dal Costa Rica &#8220;El compromiso&#8221; di Oscar Castillo; e dal Guatemala &#8220;Cápsulas&#8221; di Verónica Riedl. Due i film messicani, &#8220;Acorazado&#8221; di Álvaro Curiel ed &#8220;Entre la noche y el día&#8221; di Bernardo Arellano; dal Perù &#8220;La Vigilia&#8221; di Augusto Tamayo; dal Venezuela &#8220;La hora cero&#8221; di Diego Velasco; e dall&#8217;Uruguay &#8220;El casamiento&#8221; di Aldo Garay.</p>
<p>La Sezione Contemporanea comprende invece una trentina di recenti film, documentari e cortometraggi, su vari aspetti della cultura, dell’arte e società latinoamericane. Parte delle opere verranno presentate in concorso, in una sezione con una Giuria specifica.</p>
<p>Particolarmente prestigiosa la Giuria, presieduta dal popolare cantautore uruguayano Daniel Viglietti, attivo da quarant’anni in tutta l’America Latina, e conosciuto a livello internazionale per le sue canzoni d’impegno sociale. In Giuria anche il noto sociologo belga Armand Mattelart (profondo conoscitore della realtà latinoamericana, docente alle Università francesi di Rennes e di Parigi VII), la direttrice del Settore Cultura dell&#8217;Unione Latina di Parigi, Lisa Ginzburg, il direttore del Festival del Cinema Latino Americano della Catalogna, Juan Ferrer, il segretario culturale dell&#8217;Istituto Italo-Latino Americano (IILA) di Roma, Sylvia Irrazábal, e il dirigente dell&#8217;Istituto Luce-Cinecittà Holding, Giuseppe Attene.</p>
<p>Tra le varie sezioni e retrospettive annunciate, una sul regista e sceneggiatore Jaime Humberto Hermosillo, uno dei maggiori del nuovo cinema messicano, che sarà presente a Trieste, e un’altra sul regista cileno Raúl Ruiz, uno dei più importanti a livello mondiale, scomparso lo scorso agosto.</p>
<p>Sono inoltre in programma sette eventi speciali, che metteranno in rilievo problematiche per lo più sconosciute o poco note in Europa, illustrate però dal cinema. Tra questi un documentario pluripremiato, ma più volte oggetto di censura, come &#8220;Newen Mapuche&#8221;, della regista cilena Elena Varela (presente a Trieste), sulle lotte delle comunità indigene Mapuche; e &#8220;Santo de la Guitarra&#8221; di Carlos Salcedo Centurión, il primo documentario sul musicista paraguayano Agustín Barrios &#8220;Mangoré&#8221;, scomparso nel 1944, uno dei maggiori compositori e interpreti di chitarra classica di tutti i tempi. O, ancora, l&#8217;appassionante &#8220;La spirale&#8221; di Armand Mattelart (presente a Trieste), documentario sul piano attuato per distruggere il progetto di socialismo democratico in Cile di Salvador Allende. O, infine, dalla Slovenia, &#8220;Branka la chamana&#8221; di Matiaz Zbontar, documentario su una donna slovena, Branislava Sušnik, per 40 anni direttrice del Museo Etnografico &#8220;Andrés Barbero&#8221; di Asunción, Paraguay, studiosa delle lingue e costumi dei popoli indigeni tra Brasile, Argentina, Paraguay e Bolivia.</p>
<p>Novità di quest&#8217;anno sarà la Sezione &#8220;L&#8217;altra Italia&#8221;, dedicata alla presenza italiana in America Latina e tesa ad evidenziare il talento di cineasti e attori di origine italiana ed opere che trattano le problematiche dell’emigrazione italiana. Nella Sezione &#8220;Cinema e Letteratura&#8221; saranno invece presenti la bio-fiction &#8220;Homero Manzi&#8221; di Eduardo Spagnuolo, sul grande poeta argentino, e il documentario &#8220;Ernesto Sabato&#8221;, commovente ritratto del grande scrittore argentino, realizzato dal figlio, Mario Sabato.</p>
<p>Tra le varie altre opere che verranno proiettate al Festival del Cinema Latino Americano di Trieste figurano film presentati ai maggiori festival europei, produzioni spagnole sulla cultura ispanica e sezioni sulle nuove tecnologie, le Scuole di Cinema in Messico, la gastronomia e la musica latina.</p>
<p>Tra i Premi previsti, quello al presidente di giuria Daniel Viglietti di origini italiane, al quale verrà attribuito il Premio Oriundi, che il Festival di Trieste conferisce ad autori che hanno valorizzato la memoria dell’emigrazione italiana in America Latina.</p>
<p>Un altro riconoscimento, il Premio Salvador Allende, intitolato alla memoria del Presidente cileno, sarà conferito ai diplomatici italiani Piero De Masi e Roberto Toscano: in servizio all’Ambasciata di Santiago del Cile durante il golpe del 1973, fronteggiarono infatti una situazione drammatica e, comportandosi con coraggio e senso democratico, offrirono asilo ai cittadini cileni in fuga dagli orrori della dittatura. I due diplomatici interverranno a Trieste per ritirare il Premio.</p>
<p>Nelle altre sezioni del Festival, parte delle quali a concorso, figurano numerosi documentari, film musicali e delle Scuole di Cinema, il Premio Malvinas per la convivenza fra i popoli e il Diritto Internazionale e un Premio per la migliore opera a carattere storico, curato dall’organizzazione internazionale dell’Unione Latina, con una giuria di studenti del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico.</p>
<p>Per il quinto anno consecutivo è anche previsto un Premio del Pubblico in Rete, indetto da Arcoiris TV, che trasmetterà un centinaio di opere del Festival sul proprio sito web www.arcoiris.tv.</p>
<p>Il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste è patrocinato dall’Unione Latina, l’Istituto Italo-Latino Americano, i Ministeri degli Affari Esteri e per i Beni e le Attività Culturali, la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori e dall’Università degli Studi di Trieste, ed è realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Provincia e della Camera di Commercio di Trieste. Collaborano inoltre vari altri enti pubblici e realtà private, italiane e latinoamericane.</p>
<p>Dopo l’inaugurazione del Festival, sabato 22 ottobre, alle 20.30, al Centro Internazionale di Fisica Teorica di Miramare, le proiezioni al Teatro Miela si terranno dal mattino fino a mezzanotte, a partire da domenica 23. Tutte le principali opere nella Sala Cinema saranno con interpretazione simultanea (a cura degli studenti della Scuola Interpreti dell’Università di Trieste), mentre quelle in video nella Sala Birri saranno in versione originale o con sottotitoli.</p>
<p>Parallelamente, in altre sedi istituzionali di Trieste e in collaborazione con il Festival, verranno presentate in esclusiva parte delle opere in programma. Parte dei film presentati a Trieste verranno poi riproposti in altre città, in rassegne promosse in collaborazione con istituzioni pubbliche e private. <strong>(<a href="http://www.aise.it/" target="_blank">aise</a>)</strong></p>
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		<title>Festival Internazionale delle Abilità Differenti</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 16:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La dodicesima edizione del  Festival Internazionale delle Abilità Differenti , promosso dalla Cooperativa Sociale Nazareno, si svolgerà dal 02 al 30 maggio nelle città di Carpi, Modena, Correggio e Bologna. La Cooperativa, attiva  nel mondo della disabilità dal 1990, nel 1999 sente l’esigenza far conoscere al mondo la propria esperienza di quotidiana scoperta della ricchezza  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La dodicesima edizione del  Festival Internazionale delle Abilità Differenti , promosso dalla Cooperativa Sociale Nazareno, si svolgerà dal 02 al 30 maggio nelle città di Carpi, Modena, Correggio e Bologna.<br />
La Cooperativa, attiva  nel mondo della disabilità dal 1990, nel 1999 sente l’esigenza far conoscere al mondo la propria esperienza di quotidiana scoperta della ricchezza  nella differenza. Da qui nasce il Festival che ha come obiettivo quello di diffondere la filosofia della Cooperativa Sociale Nazareno.<br />
Il titolo di quest’anno, FATTI DI VERITA’, auspica  che il Festival sia l’occasione di trovare nell’incontro con l’altro la possibilità di entrare in contatto con persone autenticamente in ricerca della propria soddisfazione, nella consapevolezza dell’aderenza alla propria realtà, alla propria libertà, alla propria verità. “…La verità vi farà liberi ” (Gv, 8,32).<br />
<span id="more-1445"></span><br />
Il Festival sarà introdotto dalla mostra d’arte irregolare dedicata alla ‘Figura della Protezione’ curata dalla Storica e Critica d’arte Bianca Tosatti. La mostra sarà  visitabile presso il Castello dei Pio a Carpi dal 2 al 30 maggio. In mostra potremo vedere come il tema della Protezione sia trasversale alla storia dell’arte, dai mantelli rinascimentali delle immagini sacre agli odierni mantelli di Batman di Tranquilli. La poesia di Davide Rondoni ed i curiosi ritmi del Quartetto d’archi Euphoria costituiranno due eventi in mostra.  Come tutti gli anni, il festival prevede una fascia di eventi diurna ed una fascia serale. Le giornate del Festival sono dedicata al confronto tra varie esperienze con la formula dei workshop diretti a centri socio-riabilitativi ed alle scuole, al concorso ‘Open Festival’ dedicato  di artisti emergenti in varie discipline (teatro, cinema, musica e danza), ed ai convegni, mentre la fascia serale propone una rosa di spettacoli. Protagonista sarà l’integrazione tra artisti disabili e non.  Nella fattispecie, mentre le Scuole Medie A.Pio di Carpi si cimenteranno assieme alla Band Scià Scià della Coop. Nazareno ed all’artista britannico David Jackson in uno spettacolo musicale, il Liceo Corso di Correggio si metterà alla prova assieme alla Compagnia Manolibera della Coop. Nazareno in uno spettacolo teatrale   su ‘L’avaro di Molière’. La serata di Modena,  presentata  da Iva Zanicchi e Paolo Brosio, sarà  dedicata alla danza ed alla musica ispanica del tango e del flamenco con compagnie che provengono dall’Italia, dall’Argentina e dalla Spagna (Despertar los sentidos, Wheelchair Dance, Danzamobile, Ensemble Artessenziale, Patricio Lolli, Quartetto Lumière). Carpi ospiterà la pièce teatrale ‘Nati due volte’ messa in scena dall’Associazione Studi Imperfetti. La città di Bologna farà da cornice ad un pomeriggio d’arte di eccellenza nella differenza presentato da Paolo Cevoli e Claudia Penoni dove si alterneranno il pianista ungherese Erdi Tamas, i Ladri di Carrozzele e gli Ensemble Artessenziale.  Sono previsti inoltre due momenti dedicati alla disabilità nel cinema: il film ‘Il papà di Giovanna’ di Pupi Avati ed il cortometraggio ‘Tremendamente Amati’. Il Festival verrà chiuso dalla performance teatrale della Compagnia Manolibera che ci proporrà uno spettacolo comico sul ‘Seicento Spagnolo’. Il Festival raccomanda infine le serate di danza ‘Luna Latina’ presso il teatro De André di Casalgrande in cui gli alunni della scuola si esibiranno insieme agli artisti del Festival. Ogni evento porterà il marchio D.O.P. ‘FATTI DI VERITA’.</p>
<p><strong>Calendario del Festival per città</strong></p>
<p><strong><em>Carpi</em></strong></p>
<ul>
<li><strong>Mostra d’arte ‘La Figura della Protezione’</strong> (2/30 Maggio Castello dei Pio) Excursus della figura della protezione nell’arte: dai mantelli rinascimentali delle immagini sacre agli odierni mantelli di “Batman di Tranquilli” – curata dalla Storica e Critica d’Arte Bianca Tosatti</li>
</ul>
<p>- Tavola rotonda introduttiva (domenica 2 Maggio ore 16.30)</p>
<p>- Vernissage (domenica 2 Maggio ore 18.30)</p>
<p>- Eventi in mostra:</p>
<p><strong>Davide Rondoni</strong> – poeta (sabato 8 Maggio ore 21.00) lettura di poesie e l’ascolto di brani musicali,</p>
<p><strong>Quartetto d’archi Euphoria</strong> (domenica 16 Maggio ore 21.00) Il quartetto Euphoria con l’intervento della Storica e Critica d’arte Bianca Tosatti ci aprirà nuovi orizzonti interpretativi circa la possibile liaison tra musica ed arti figurative sul tema della Protezione</p>
<ul>
<li><strong>Pièce teatrale ‘Nati due volte’</strong> (domenica 9 Maggio ore 21.00) messa in scena dall’Associazione ‘Studi Imperfetti’ tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Pontiggia con Andrea Carabelli e Giorgio Sciumè</li>
<li><strong>Proiezione del Film documentario  ‘Tremendamente Amati’</strong> (martedì 11 Maggio ore 21.00 film documentario prodotto dal Centro Culturale Santomobono in collaborazione con il Movimento per la Vita di Cremona, con la regia di Antonio Capra per Egofilm, racconta le testimonianze di tre madri di figli con gravi disabilità</li>
<li><strong>Proiezione Film ‘Il papà di Giovanna’</strong> (mercoledì 12 maggio 2010 ore 21.00) di Pupi Avati con Francesca Neri, Alba Rohrwacher ed Ezio Greggio, alla proiezione del film seguirà un dibattito a cui sono stati invitati regista ed attori</li>
<li><strong>Spettacolo musicale Integr-arte</strong> (giovedì 13/maggio 2010 ore 21.00) il Teatro Comunale di Carpi ospiterà lo spettacolo realizzato dal gruppo Scià Scià in collaborazione con le Scuole medie Alberto Pio e l’artista britannico David Jackson</li>
</ul>
<p><strong>Convegno di psichiatria</strong> ‘Prove d’orchestra’ (sabato 15 maggio 2010 ore 10.30) Auditoriun San Rocco</p>
<ul>
<li><strong>Spettacolo teatrale di Manolibera</strong> (martedì 18 maggio 2010 ore 21.00) Il Teatro Comunale di Carpi ospiterà lo spettacolo realizzato dalla compagnia teatrale Manolibera della Nazareno Soc. Coop. Soc.</li>
</ul>
<p><strong><em>Modena</em></strong></p>
<ul>
<li><strong>Spettacolo di danza</strong> (venerdì 13/05 ore 21.00), presentata da Iva Zanicchi e Paolo Brosio la serata vede protagonisti al Teatro Comunale di Modena artisti ispanici che ci stupiranno con lavori sul tango e sul flamenco: Danzabilmente, Despertar los Sentidos, Patricio Lolli, Quartetto Lumière, Wheelchair Dance.</li>
</ul>
<p><strong><em>Bologna</em></strong></p>
<ul>
<li><strong>Pomeriggio d’arte a Bologna</strong> (sabato 15 Maggio ore 16.30) presentato da Paolo Cevoli e Claudia Penoni l’evento  sarà allietato dalle musiche di artisti ungheresi ed italiani: Ladri di Carrozzelle, Erdi Tamàs, Ensemble Artessenziale di Novara</li>
</ul>
<p><em><strong>Correggio:</strong></em></p>
<ul>
<li><strong>Open Festival Teatro e Cinema</strong> (il 12 Maggio 2010, Musica e Danza il 13 Maggio 2010) la prestigiosa cornice del Teatro Asioli farà da cornice all’evento che si svilupperà in 2 giornate dedicate alle diverse discipline in gara</li>
<li><strong>Spettacolo teatrale ‘Il Malato immaginario</strong> (lunedì 17 Maggio 2010 ore 21.00)’, il Teatro Asioli ospiterà lo spettacolo realizzato dalla Compagnia Manolibera della Nazareno Soc. Coop. Soc. in collaborazione con il Liceo Corso</li>
</ul>
<p><strong>Il Festival consiglia</strong></p>
<ul>
<li><strong>Spettacolo di Danza Luna Latina </strong>(Venerdì 21 Maggio 2010 e Sabato 22 Maggio 2010 ore 21.00-Teatro De André Casalgrande RE). Nella serata si alterneranno sul palco gli allievi della scuola e alcuni artisti del Festival di questa e delle passate edizioni</li>
</ul>
<p><strong>PER MAGGIORI INFORMAZIONI:</strong></p>
<p>Chiara Bellardi<br />
Responsabile della Comunicazione<br />
Cooperativa Sociale Nazareno<br />
Via Bollitora Interna 130,<br />
41012, Carpi (MO) -Italy-<br />
Tel. (0039).059-66.47.74<br />
Fax.(0039).059-66.47.72</p>
<p>Mob.0039.348.16.13.252</p>
<p>www.nazareno-coopsociale.it﻿</p>
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		<title>Premio &#8220;Lavoriamo insieme&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 21:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[ambito]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, presenta il Premio Lavoriamo insieme, in collaborazione con FORUM PA 2009 Entriamo nel merito, la PA riparte dalla valutazione e dalla promozione della qualità. L’iniziativa è finalizzata a premiare le amministrazioni che abbiano già realizzato interventi che mettono in pratica in modo efficace gli indirizzi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="grande1">Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, presenta il <em><span class="colore2"><strong>Premio Lavoriamo insieme</strong><span class="colore4Normale">,</span><strong> </strong></span></em>in collaborazione con FORUM PA<em> 2009 Entriamo nel merito, la PA riparte dalla valutazione e dalla promozione della qualità</em>. </span><span class="grande1">L’iniziativa è finalizzata a <strong>premiare le amministrazioni che abbiano già realizzato interventi che mettono in pratica in modo efficace gli indirizzi di governo nei quattro ambiti chiave</strong>: Pari Opportunità, Piano e-Government 2012, Semplificazione per i cittadini e le imprese e Lotta alla corruzione.<br />
Nel corso dell’iniziativa sono stati segnalati i migliori progetti in fase di realizzazione, promuovendone la visibilità e la diffusione.<br />
<span id="more-1221"></span><br />
La <em>Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il diritto d&#8217;Autore</em> ha partecipato all&#8217;iniziativa con tre progetti: Mediateca 2000, Mediateca Centro Nord, Libro Parlato Lions, due dei quali sono stati premiati dalla giuria nell&#8217;ambito del <em>Piano e-Government 2012</em>.</span></p>
<p>I due progetti sono:</p>
<ul>
<li><span class="colore2Normale"><strong><a class="colore2Normale" title="Mediateca Centro Nord" href="http://www.librari.beniculturali.it/genera.jsp?id=87&amp;l=it">Mediateca Centro Nord</a></strong></span></li>
<li><span class="grande1"><a class="colore2Normale" title="Le informazioni sul progetto Libro Parlato Lions" href="http://www.librari.beniculturali.it/generaNews.jsp?id=43&amp;lingua=it&amp;l=it"><span class="colore2Normale"><strong>Libro Parlato Lions – Audiolibri sul web per disabili visivi e dislessici – Rete Biblioteche Statali</strong></span></a></span></li>
</ul>
<p>Su 291 candidature ricevute, <strong>i progetti migliori sono 63</strong>: 21 per le Pari Opportunità, 11 interventi realizzati e 10 progetti in corso; 10 per la sezione Lotta alla Corruzione, 6 interventi realizzati e 4 progetti in corso; 19 per E-government, 9 interventi realizzati e 10 progetti in corso; 13 per la Semplificazione, 5 iniziative e 8 progetti.</p>
<p>Hanno consegnato i riconoscimenti, durante il convegno conclusivo del Forum,  <strong>Renato Brunetta</strong>, <em>ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione</em> e  <strong>Mara Carfagna</strong>, <em>ministro per le Pari opportunità</em>.</p>
<div class="link_div">
<p class="acca2">Link (Apertura in una nuova finestra)</p>
<p><a class="acca3" title="Il comunicato stampa con l’elenco completo delle amministrazioni premiate, divise nelle quattro categorie." onclick="javascript:apriFinestra('http://iniziative.forumpa.it/files/file/ufficiostampa/2009/0/200/250/257/CS%20Premio%20Lavoriamo%20Insieme.doc');" href="http://www.librari.beniculturali.it/generaNews.jsp?id=219#">Il comunicato stampa con l’elenco completo delle amministrazioni premiate, divise nelle quattro categorie. </a><br />
<a class="acca3" title="Sito del progetto &quot;Libro Parlato Lions&quot;" onclick="javascript:apriFinestra('http://www.libroparlatolions.it/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=25&amp;mode=thread&amp;order=0&amp;thold=0');" href="http://www.librari.beniculturali.it/generaNews.jsp?id=219#">Sito del progetto &#8220;Libro Parlato Lions&#8221;</a></div>
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		<title>Cinema di gente per bene e l&#8217;agonia dell&#8217;Accademia MARUBI</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 14:36:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scritto da Antonio Caiazza Da alcuni giorni seguo l’agonia dell’Accademia “Marubi” di Tirana attraverso il diario di Flavio Costa che AlbaniaNews sta pubblicando quotidianamente. Nell’ultima cronaca, quella del 26 ho letto qualcosa che temevo di poter prima o poi leggere. L’arrivo della polizia, sabato 21 febbraio, all’interno del Kinostudio, è l’ultimo atto di una battaglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="small">Scritto da Antonio Caiazza </span></p>
<div style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin-right: 4px;" title="Antonio Caiazza" src="http://www.albanianews.it/images/stories/opinioni/caiazza.jpg" alt="Antonio Caiazza" width="147" height="185" />Da alcuni giorni seguo l’agonia dell’Accademia “Marubi” di Tirana attraverso il diario di Flavio Costa che <a href="http://www.albanianews.it" target="_blank">AlbaniaNews</a> sta pubblicando quotidianamente.</p>
<p>Nell’ultima cronaca, quella del 26 ho letto qualcosa che temevo di poter prima o poi leggere.</p>
<p>L’arrivo della polizia, sabato 21 febbraio, all’interno del Kinostudio, è l’ultimo atto di una battaglia lunga, una battaglia che il regista Kujtim Cashku iniziò a metà degli anni ’90 ed ha continuato a sostenere, ininterrottamente, fino ad oggi. Una battaglia per cosa? Una battaglia per far vivere una Scuola di cinema.<br />
<span id="more-1053"></span><br />
E’ una scuola didatticamente valida? Lo è. E’ una delle migliori esperienze di questo tipo in Europa. Per essa si sono spesi Governi, fondazioni, festival, registi ed esperti di cinema di Europa e Stati Uniti. E basterebbe solo dare uno sguardo all’elenco dei docenti della “Marubi”, e alle sue iniziative, il Festival internazionale del cinema sui diritti dell’uomo, ad esempio, quasi una rarità in un panorama di festival tutti uguali, tutto l’uno fotocopia dell’altro.</p>
<p>Nel diario del 26 febbraio Cashku è scoraggiato, stanco, disilluso. “Dove troverò la forza di credere ancora alla scuola e al bene di questa nazione se il governo da un giorno all’altro ha il potere di togliermi tutto?”, dice Cashku: ecco cosa temevo, che per la stanchezza, per lo sfinimento si arrendesse.</p>
<p>Ho incontrato Kujtim a Trieste, la mia città, in gennaio. Era qui come giurato del Trieste Film Festival (qui, due anni fa, il suo “Magic eye” aveva ricevuto il premio del Segretariato dell’Ince, l’Iniziativa centro europea), e con lui c’erano cinque studenti della “Marubi”.</p>
<p>“Come va la tua Scuola, Kujtim?”, gli ho chiesto. Credevo fosse una domanda innocua, ed invece Kujtim con frasi veloci, con parole che gli venivano dal cuore mi ha portato dentro un dramma, che è anche privato, intimo.</p>
<p>“Mio figlio tanti anni fa aveva avuto l’opportunità di stabilirsi in Francia. Sento la responsabilità di averlo indotto a tornare a Tirana per lavorare a questo progetto della scuola. Ogni tanto in casa mi chiedono cosa ci ha dato questo progetto, dove ci ha portato… quanti film faccio… Non faccio più film ormai, perché la mia vita, il mio lavoro è tutto in questa scuola. La nostra casa è sempre quella che avevamo in passato, non l’abbiamo cambiata come hanno fatto tanti, non l’abbiamo fatto perché non possiamo permettercelo…”. Poi si è scusato per questo sfogo, l’ha considerato una debolezza e ha cambiato argomento.</p>
<p>Kujtim Cashku ha lavorato alla creazione della “Marubi” quando tutto in Albania si sfasciava, crollava, cadeva nell’abbandono. Tutto. Le fabbriche, le miniere. Le scuole. Gli ospedali. Tutto. Lui sapeva fare film, e sapeva far bene il suo mestiere. Avrebbe potuto continuare a vivere di cinema se fosse andato via. Avrebbe forse potuto evitare la sorte toccata a tanti intellettuali e professori universitari in quegli anni: diventare camerieri in mezza Europa, dimenticare i libri letti e studiati, mettere una pietra sulle ambizioni e portare pizze ai tavoli. Aveva ricevuto qualche buona offerta dall’estero.</p>
<p>Ma rimase. E rimase per mettere in piede la “Marubi”. Una scuola. Desiderava semplicemente che l’arte del cinema in Albania non si perdesse. Le macchine da presa, i proiettori, i fari del Kinostudio venivano già venduti alle fonderie come ferro vecchio. Come il rame dei cavi elettrici. Lo spazio immenso della piccola “Cinecittà” di Tirana era utilizzato come discarica; davanti alla palazzina degli uffici erano accatastate le auto distrutte dagli incidenti stradali.</p>
<p>In questa disperazione è nata la “Marubi”, oggi apprezzata in tutto il mondo.</p>
<p>Ho letto che sabato 21, quando la notizia dell’arrivo della polizia si è diffusa, lì sul posto è giunto l’ambasciatore della Germania. Serve aggiungere altre parole per dire quanto la “Marubi” sia considerata fuori dall’Albania?</p>
<p>E’ giusta la riflessione che fa Flavio Costa nel suo diario, gironzolando fra gli ettari si spazi vuoti del Kinostudio, aree ancora oggi usate come discariche. Ma perché sottrarre proprio il giardino della ‘Marubi’, per farci un parcheggio? Perché non lasciare in pace gli studenti, e realizzare altrove il progetto? Lo spazio non manca, è abbondante, enorme. Allora perché? mi chiedo.</p>
<p>Lo so, c’è una sentenza di un tribunale. Ma credo che ci sia anche dell’altro, e cioè un accanimento contro qualcosa che rappresenta una delle facce migliori dell’Albania. E che rappresenta qualcosa di “bello”, di pulito.</p>
<p>La questione è nelle mani del Governo albanese. Basterebbe un suo gesto per ridare fiducia alla gente della “Marubi”, al suo direttore, ai docenti albanesi e stranieri, agli studenti. Sarebbe un gesto di civiltà. Un gesto che il mondo della cultura, in Albania ed in Europa, si attende e che apprezzerebbe moltissimo. Lasciate a questa gente la possibilità di fare in pace e in serenità ciò che fanno. Perché ciò che fanno fa onore all’Albania, senza costare un solo lek alle casse dello Stato albanese.</p>
<p><strong>Antonio Caiazza è autore del libro “<a href="http://www.albanianews.it/spettacoli-e-cultura/in-alto-mare-di-antonio-caiazza-torino-2008" target="_self">In alto mare. Viaggio nell’Albania dal comunismo al futuro”</a>, in cui un capitolo intitolato “Cinema di gente per bene”, dedicato all&#8217;Accademia di cinema “Marubi”.</strong></div>
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