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	<title>Portale Solidale &#187; Crimini di guerra</title>
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	<description>Seleziona ed archivia articoli relativi alle ONLUS ed alle iniziative cattoliche e solidali.</description>
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		<title>Zanotelli: «i Cie sono lager»</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 22:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crimini di guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione, Minoranze]]></category>
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		<description><![CDATA[«Passate pure sul mio corpo» dice padre Alex Zanotelli, che pur di non permettere il trasferimento di un gruppo di nove migranti dalla Questura di Napoli al Cie di Brindisi, ha deciso di pagare di persona, sfidando un agente che lo ha atterrato. Il racconto di Zanotelli nell&#8217;intervista audio integrale. Agenti armati di manganelli hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«Passate pure sul mio corpo» dice padre Alex Zanotelli, che pur di non permettere il trasferimento di un gruppo di nove migranti dalla Questura di Napoli al Cie di Brindisi, ha deciso di pagare di persona, sfidando un agente che lo ha atterrato. Il racconto di Zanotelli nell&#8217;intervista audio integrale. </strong><br />
<span id="more-1437"></span><br />
Agenti armati di manganelli hanno caricato mercoledì sera, un centinaio di esponenti del Forum antirazzismo di Napoli, tra cui il missionario comboniano padre Alex Zanotelli, che protestavano davanti all&#8217;Ufficio immigrazione della questura di Napoli, contro il trasferimento nel Centro di identificazione ed espulsione di Brindisi di nove migranti africani, tre dei quali sarebbero minorenni.</p>
<p>I nove ragazzi africani erano stati trovati a bordo della nave &#8220;Vera D&#8221;, battente bandiera liberiana, ed erano saliti a bordo mentre la nave era attraccata in Costa d&#8217;Avorio. Dopo circa una settimana di mare, senza cibo, sono stati scoperti, all&#8217;arrivo nel porto partenopeo.</p>
<p>La questura, dopo aver registrato i migranti, originari della Nigeria e del Ghana, ha deciso di mandare al Centro di identificazione ed espulsione di Brindisi (Cie), i giovani richiedenti asilo. Tutti, anche tre presunti minori.<br />
Padre Zanotelli era in prima linea per impedire il trasferimento dei ragazzi africani. Un poliziotto lo ha aggredito, buttandolo a terra.</p>
<p>A suscitare la protesta sarebbe stata, secondo le accuse dell&#8217;associazione, anche una leggerezza del responsabile dell&#8217;Ufficio Immigrazione della Questura, che avrebbe trattato il caso dei minorenni senza considerare l&#8217;ipotesi, prevista dalla legge, di consegnarli ad una struttura di accoglienza diversa dal Cie.</p>
<p>(Il racconto di padre Alex Zanotelli è stato estratto dal programma radiofonico <a href="http://www.afriradio.it/" target="_blank"><strong>Focus</strong></a>, di Michela Trevisan)</p>
<div>Nigrizia &#8211; 16/04/2010</div>
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		<title>“Arrestate El Bashir”</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 10:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Corte penale internazionale dell’Aja ha emesso un mandato d’arresto per il presidente sudanese El Bashir: è accusato di crimini di guerra e contro l’umanità, per le sue responsabilità sul conflitto in corso in Darfur. Non ci sono prove sufficienti per l’accusa di genocidio. Dopo mesi di attesa, il verdetto è arrivato: la Corte penale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Corte penale internazionale dell’Aja ha emesso un mandato d’arresto per il presidente sudanese El Bashir: è accusato di crimini di guerra e contro l’umanità, per le sue responsabilità sul conflitto in corso in Darfur. Non ci sono prove sufficienti per l’accusa di genocidio.</em></p>
<p>Dopo mesi di attesa, il verdetto è arrivato: la Corte penale internazionale dell’Aja (Cpi) ha deciso di emettere un mandato di arresto nei confronti del presidente sudanese Omar Hassan El Bashir. Dopo il liberiano <a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=9591" target="_blank"><strong>Charles Taylor</strong></a>, è il secondo capo di stato africano ancora in carica messo sotto accusa dal Tribunale internazionale.<br />
<span id="more-1077"></span><br />
In base alla richiesta presentata dal Procuratore generale <a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=11171" target="_blank"><strong>Luis Moreno Ocampo</strong></a> nel luglio scorso, la Corte incrimina Bashir per crimini di guerra e crimini contro l’umanità per le responsabilità nel conflitto sudanese in Darfur, la regione occidentale teatro ormai da 6 anni di un sanguinoso conflitto tra i ribelli locali e l’esercito di Khartoum. Secondo le ultime stime delle agenzie dell’Onu, che si riferiscono ancora al 2008, sono almeno 300mila le vittime del conflitto, 3 milioni gli sfollati, ammassati nei campi profughi al confine con il Ciad.</p>
<div>Bashir è accusato di 7 reati, tra cui omicidio, sterminio, tortura,  stupro e trasferimento forzato di migliaia di civili, che sarebbero stati inoltre espropriati dei loro beni. La Corte afferma che le violenze in Darfur sono il risultato di un piano orchestrato ai massimi livelli politici sudanesi, ma che non ci sono prove sufficienti per incriminare il presidente sudanese per genocidio.</div>
<div><a name="reazioni"></a></div>
<div>
<div><strong><br />
Le prime reazioni</strong></div>
<div>
<div>Da giorni il clima nel paese è teso, fonti di Nigrizia affermano che oggi, alla notizia del verdetto della Corte, nella capitale Khartoum sono subito iniziate manifestazioni in sostegno del presidente.</div>
<div>Contro il mandato di cattura anche la <a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=11171" target="_blank"><strong>Lega araba e l’Unione africana</strong></a> (che ha recentemente votato un documento <a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=11739" target="_blank"><strong>contro il mandato d&#8217;arresto</strong></a> ), da sempre contrarie all’incriminazione di El Bashir, anche per il timore che ora i pochi passi in avanti per un processo di pace tra ribelli e Khartoum vengano annullati.</p>
<div>Il Jem, il principale movimento armato del Darfur, da poche settimane ha intrapreso <a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=11783" target="_blank"><strong>un dialogo con il governo</strong></a> sudanese, ha infatti chiaramente dichiarato che in caso di incriminazione avrebbe chiesto a Bashir di consegnarsi all’Aja.</div>
<div>L’unico a non preoccuparsi sembra proprio Bashir: da mesi ripete che il Sudan non ha ratificato il trattato di Roma sulla Corte dell’Aja e quindi non ne riconosce gli atti. L’esercito sudanese ha affermato oggi che reagirà “con fermezza contro chiunque collabori con la Corte penale internazionale”.</p>
<p>Di fronte all’incriminazione di El Bashir la comunità internazionale si è divisa: se la Francia sostiene la “lotta all’impunità”, chiede anche di moltiplicare gli impegni per cercare una soluzione politica alla crisi del Darfur. Londra ha invece criticato Khartoum per non aver preso sul serio le accuse. Di tutt&#8217;altro tono l&#8217;inviato del presidente russo Dmitri Medvedev in Sudan, che ha bollato come inopportuna e irresponsabile la decisione della Cpi, che “crea un precedente pericoloso per il sistema delle relazioni internazionali e rischia di avere conseguenze negative per il Sudan&#8221;. Gli Stati Uniti hanno invitato alla moderazione ribelli e parti politiche sudanesi. Il timore maggiore è quello di ripercussioni  sulla popolazione civile. Un timore espresso anche dal Segretario generale dell&#8217;Onu, Ban Ki-Moon, che ha chiesto al governo sudanese di continuare a collaborare con le agenzie delle Nazioni Unite per la tutela degli abitanti del Darfur.</p></div>
</div>
</div>
<div>Preoccupazione anche dall&#8217;Egitto: il Cairo ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell’Onu di congelare per un anno il procedimento contro El Bashir (come previsto dall’articolo 16 dello statuto della Corte penale internazionale che permette la sospensione delle azioni giudiziarie su richiesta del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu), una proposta già avanzata da Parigi nel settembre 2008, che aveva incontrato l’opposizione di molte ong e delle organizzazioni per i diritti umani (prima fra tutte <a href="http://www.amnesty.org/en/news-and-updates/news/icc-issues-arrest-warrant-sudanese-president-al-bashir-20090304" target="_blank"><strong>Amnesty International</strong></a>). In favore di questo provvedimento sarebbero sicuramente la Russia e la Cina, alleati di Khartoum.</div>
</div>
<div><strong>Per approfondire:</strong></div>
<div>Con p. <a href="http://www.nimedia.it/argomentof.asp?idf=617" target="_blank"><strong>Giancarlo Ramanzini</strong></a>, missionario comboniano che ha vissuto più di 30 anni in Sudan, abbiamo parlato delle possibili conseguenze dell&#8217;incriminazioni di Bashir.</div>
<div><a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=11031" target="_blank"><strong>El Bashir presto sotto accusa?</strong></a> 14 luglio 2008</div>
<div><strong>Da Nigrizia mensile</strong></p>
<div><strong><a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=11306" target="_blank">Giustizia a tutto Ocampo</a></strong> , François Misser, settembre 2008</div>
<div><strong><a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=11171" target="_blank">Tutti gli avvocati di El-Bashir</a></strong> , Gill Lusk, settembre 2008</div>
</div>
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		<title>Gaza, Terre des Hommes: &#8221;Gravissima violazione dei diritti umani, che esige una posizione decisa&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 14:34:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;organizzazione: &#8221;Una carneficina che viene accettata e giustificata da troppi con disumana ipocrisia e indifferenza, in nome del presunto diritto alla difesa dello stato di Israele&#8221; MILANO – “350 morti, fra i quali 26 bambini e 30 donne, e circa 1700 feriti caduti sotto le bombe dell’esercito israeliano in meno di tre giorni a Gaza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;organizzazione: &#8221;Una carneficina che viene accettata e giustificata da troppi con disumana ipocrisia e indifferenza, in nome del presunto diritto alla difesa dello stato di Israele&#8221;</strong></p>
<p>MILANO – “350 morti, fra i quali 26 bambini e 30 donne, e circa 1700 feriti caduti sotto le bombe dell’esercito israeliano in meno di tre giorni a Gaza. Facendo le necessarie proporzioni è come se in tre giorni in Italia morissero sotto le bombe 14000 persone e altre 68000 venissero ferite. Un massacro, difficile definire altrimenti ciò che si trova ad affrontare oggi per mano dell’esercito israeliano.la popolazione palestinese di Gaza, stremata da mesi di assedio e dalla mancanza di viveri, combustibile, medicine e beni di prima necessità”. Così Terre des Hommes, secondo cui si è in presenza di una grave violazione dei diritti umani che esige una posizione decisa.</p>
<p> <span id="more-837"></span></p>
<p>Afferma Terre des Hommes: “Proprio in questo mese, la comunità internazionale celebra il sessantesimo anniversario della firma, nel 1948, della dichiarazione internazionale dei Diritti umani, il cui articolo 3 garantisce ad ogni individuo il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale. Questa dichiarazione è stata la base e il testo di riferimento per l’elaborazioni di altri successivi e fondamentali Convenzioni internazionali quali la Convenzione Internazionale per i diritti del fanciullo. Ma poche sono state le voci, anche all’interno dei paesi promotori di queste convenzioni, che in questi ultimi tre giorni si sono levate a condannare in modo fermo e inequivocabile la carneficina in corso nella striscia di Gaza. Una carneficina che viene accettata e giustificata da troppi con disumana ipocrisia e indifferenza, in nome del presunto diritto alla difesa dello stato di Israele”.</p>
<p>Terre des hommes Italia che da 9 anni lavora per la difesa dei diritti dei bambini palestinesi alla vita, alla salute, all’educazione in Cisgiordania, a Gerusalemme e Gaza occupati, è stata testimone degli orrori della violenza e della guerra, della frustrazione e dell’odio crescente che l’oppressione militare di un intero popolo genera e dei danni irrimediabili che essa provoca nei corpi e negli animi di bambini e giovani.</p>
<p>“Crediamo che tutto questo debba finire &#8211; dichiara Raffaele K Salinari, presidente di Terre des hommes Italia -. Che debba venire richiesta e, se necessario, imposta, la fine dei bombardamenti e delle operazioni militari a Gaza. Subito. E che la comunità internazionale si faccia garante di un processo di pace giusto che porti al riconoscimento dei diritti nazionali legittimi del popolo palestinese. Solo così anche i legittimi diritti dei bambini, delle donne e della popolazione israeliana alla vita e alla sicurezza possono essere garantiti”.</p>
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